Vegetaria(sì?)no?

Lunedì, ora di pranzo.  A seguito di un’immonda abbuffata di carne nel week end un improvviso flusso di coscienza, rifletto davanti al menu della mensa: e se oggi rinunciassi alla carne? Ma sì, ci sono i tortini di verdura, fatta…la sera idem..e dal giorno dopo quella che era una reale necessità di sopravvivenza (onde evitare occlusione immediata delle arterie) si trasforma pian piano in una riflessione profonda sull’assunzione di carne.

Lo ammetto, non sono mai stato particolarmente empatico nei confronti degli animali d’allevamento, per cui tutto quello che segue non è in alcun modo legato a una visione animalista della cucina. Però, accidenti, se in 4 giorni di lezione ti senti dire  alcune cosette, poi ci rifletti un attimo. A cosa mi riferisco? Innanzitutto al consumo di acqua necessario per la produzione di un kg di carne: per il pollo sono necessari circa 4.300 litri, per il maiale circa 6.000, e 15.500 per la carne bovina. Questo enorme dato tiene conto dell’acqua utilizzata per dissetare gli animali, per la produzione dei cereali per i mangimi, per la pulizia degli ambienti..

Un altro dato che mi ha fatto riflettere è stato quello della cosiddetta carbon footprint, ovvero la quantità di anidride carbonica necessaria per la produzione di un bene di consumo: in quest’ottica, alla produzione di carne è imputato quasi un quinto delle emissioni globali di anidride carbonica, che contribuiscono al drammatico cambiamento climatico globale. Produrre un chilo di carne fresca ci “costa” in media 3,2 kg di CO2 immessa nell’atmosfera per il pollo, 4,6 kg per il maiale e quasi 32 kg per la carne bovina. Se tutti mangiassero tanta carne quanta ne consumiamo noi (quel calderone di nazioni e popoli definito mondo occidentale) le conseguenze sarebbero drammatiche.

Come ciliegina sulla torta mi hanno ricordato come la carne (insaccati in particolare) sia associata a un elevato rischio di contrarre malattie cardiovascolari, nonché determinate forme neoplastiche (leggi: tumore al colon). “Allegria!” (cit.)

Faccio quindi partire i dovuti scongiuri e riti scaramantici, e provo per qualche giorno a rinunciare alla carne. In effetti non è che sia un vero e proprio sforzo, e di sicuro non mi sono messo a dieta: ho mangiato con gusto e senza sacrifici risotti ai funghi, zuppe di legumi, finocchi gratinati, formaggio alla piastra, broccoli & patate aglio olio e peperoncino…insomma, ‘sti vegetariani mica vivono a sedano e insalata! E questo è detto da uno che non ha mai fatto 5 giorni di fila senza mangiare un etto di crudo, una bistecca, un hamburger, e che aveva una visione della dieta vegetariana che suonava all’incirca così:

(pandawhale.com)

(pandawhale.com)

Il mio (personalissimo) bilancio della settimana? Mangiare vegetariano, o comunque ridurre drasticamente il proprio consumo di carne, non è solo fattibile, ma può anche essere piacevole…lungi da me l’idea di poter cambiare il mondo da solo o di fare il finto moralista, semplicemente, facendo due conti (per me e per gli altri)l’idea di mangiare un po’ meno carne non mi sembra così utopica!

Ps: per dovere di cronaca devo confessare che, come un tossico in astinenza, il mio primo periodo vegetariano si è concluso sabato sera con l’accoppiata Burger King post calcetto e kebab post discoteca. Mea culpa mea culpa mea grandissima culpa. O come direbbe il mio onnivoro preferito, D’OH!

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