Essere o non essere (ricercatore): questo è il problema

Ormai lo si è detto in tutte le salse, con ogni mezzo e in ogni occasione: l´Italia non è un Paese per ricercatori. Solo una classe politica e dirigente colpevolemente pigra non ha ancora visto gli effetti nefasti che la distanza tra ricercatori e società civile (per farsi un´idea a riguardo basta sfogliare le pagine, cartacee o virtuali che siano, di qualsiasi quotidiano) sta causando, e continuerà a causare,  in Italia. A ciò si aggiunge la mancanza pressoché cronica di finanziamenti, sprechi all´ordine del giorno e un sistema universitario in cui il ricambio generazionale, a livello di assunzioni a tempo determinato e non, è ridotto ai minimi storici.

In un´epoca, quale è la nostra, caratterizzata dalla globalizzazione globale e dall´abbattimento della maggior parte delle frontiere (a cui sembrano resistere stolidamente solo gli Sati Uniti al confine con il Messico, gli Israeliani con il muro a Gaza e i Leghisti nostrani, che invocano i mitra sulle coste – sic!-) la soluzione sembra a portata di mano: fuggire, presto, ora!vai all´estero, che qui non c´è futuro.

Ci ho pensato, e parecchio. Ci ha pensato, e ci pensa tuttora, chiunque come me abbia conseguito una laurea in ambito puramente scientifico. La risposta che mi sono dato (e che mi ha portato a intraprendere, tra l´altro, il percorso del master) è che non mi sento ricercatore: non sento di esserlo in Italia, ma neanche in Inghilterra, in Austria o negli Stati Uniti. Non lo sentirei neanche se avessi a disposizione le apparecchiature più all´avanguardia o il finanziamento più prestigioso. All´inizio non volevo ammetterlo neanche a me stesso, mi sembrava una frode nei confronti della pubblica amministrazione, e nella mia testa si agitavano gli spettri di articoli complottistici che mai avrebbero visto la luce ( “Scandalo, ecco come si sperperano i soldi pubblici: le borse di Dottorato vanno a chi non vuole fare ricerca”). Mi sembrava anche una sconfitta personale: avere investito tempo, fatica e denaro (ok, il denaro di mamma e papà) per giungere a un vicolo chiuso. Poi ho pensato che ho sempre affrontato le ricerche in cui sono stato coinvolto con onestà, serietà ed impegno. Non credo di aver rubato, in questi due anni, i soldi di nessuno: ho raggiunto gli obiettivi che mi erano stati chiesti e risolto i problemi che mano a mano si presentavano. Semplicemente ho affrontato, e sto affrontando, il dottorato come “un lavoro come un altro”, e mi sono reso conto che con questo atteggiamento rischierei:

          Di perdermi nel mare di giovani ricercatori motivati

          Un esaurimento nervoso

Sì perché, come per tutti i lavori, fare il ricercatore è come setacciare il fondo di un torrente alla ricerca dell´oro: i bei risultati (un articolo pubblicato, l´esperimento che ti da i risultati sperati, una presentazione ad un congresso particolarmente ben riuscita) sono i granelli d´oro immersi in una valanga di sassolini brutti e inutili. Ciò che ti porta a continuare a setacciare, giorno dopo giorno, è la passione per quello che fai. La mia passione è di parlare (234 note sul registro ai tempi di elementari e medie ne sono la prova), raccontare, condividere la scienza, emozionarmi e far emozionare con essa. Vorrei imparare tutto di tutto, e non focalizzarmi per tutta la vita su qualcosa di circoscritto.

Vorrei girare l´Italia e il mondo alla ricerca di notizie, vorrei lavorare con bambini e ragazzi, e non cosí:

La settimana tipo del ricercatore (phdcomics.com)

La settimana tipo del ricercatore (phdcomics.com)

Sia chiaro: a chi ha deciso o deciderà di continuare la carriera da ricercatore va tutta la mia stima e un grandissimo in bocca al lupo. So che siete mossi dalla passione che a me manca, e che farete grandi cose. Che questo sia un augurio a tutti gli altri.. a chi comincia un nuovo percorso, a chi si rammarica da un Paese lontano, a chi non fa il/la choosy ma allo stesso tempo non  dimentica quanto ha dato per quel pezzo di carta, e  quanto sarebbe bello che esso venisse riconosciuto: che ognuno di noi possa trovare la sua strada.

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